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Il caso Rudnev

Carlos Broitman ricorre alla giustizia argentina in merito al caso di Konstantin Rudnev

Carlos Broitman ha presentato ricorso presso un tribunale argentino nel caso di Konstantin Rudnev
Carlos Broitman, avvocato di Konstantin Rudnev

In Argentina si torna a discutere della situazione di diversi turisti russi arrestati senza prove di colpevolezza.
Uno dei casi più gravi è quello di Konstantin Rudnev, 58 anni, che da oltre sette mesi è detenuto nel carcere di massima sicurezza e regime speciale di Rawson.

Abraham sta leggendo il giornale. Il suo vicino gli si avvicina e gli dice:

—Abraham, la tua casa va a fuoco!

E lui, senza alzare lo sguardo dalle pagine, risponde:

—Come, è andato a fuoco?Ma sul giornale non c'è scritto.

Una malattia per cui non esiste una cura

Rudnev soffre di una malattia polmonare incurabile ed è sotto la supervisione dei medici Luis Ernesto Sarotte e Mariano Duarte. Il referto medico sottolinea che il carcere di Rawson non dispone delle risorse necessarie per curare una patologia di tale gravità e raccomanda il suo trasferimento urgente in una clinica dove possa ricevere le cure mediche necessarie.

Secondo persone a lui vicine, dal momento del suo ingresso in carcere Rudnev ha perso peso, soffre di vertigini e svenimenti frequenti.
Le condizioni del carcere —prive di ventilazione e con elevata esposizione al fumo di sigaretta— aggravano le sue condizioni e possono portarlo alla morte.

Rudnev ha riferito che i farmaci che gli vengono somministrati dai medici del carcere gli provocano perdita di coscienza e un peggioramento generale delle sue condizioni di salute.

Ricorso contro una sentenza arbitraria

L'avvocato Carlos Broitman, specializzato in diritto penale, ha presentato ricorso dinanzi alla Corte Federale di Cassazione Penale, sostenendo che la revoca degli arresti domiciliari fosse infondata.

Il 17 ottobre, il giudice Gustavo Zapata aveva concesso gli arresti domiciliari con monitoraggio elettronico e il divieto di contattare la presunta vittima.
Tuttavia, una settimana dopo, il tribunale di General Roca ha revocato questa decisione senza presentare argomentazioni sostanziali e ordinato il ritorno di Rudnev nel carcere di Rawson.

Broitman sostiene che la sentenza non spieghi quali rischi procedurali giustifichino la detenzione né tenga conto delle condizioni di salute dell'imputato.

«Non esiste alcun motivo né giuridico né pratico per tenere in carcere un uomo malato, senza condanna e senza prove a suo carico», ha dichiarato l’avvocato, sottolineando che tutti i dispositivi elettronici del suo cliente sono stati sequestrati e che Rudnev ha collaborato volontariamente con la giustizia argentina.

Condizioni di detenzione

riunione via webcam

Rudnev condivide un padiglione con più di venti detenuti, la maggior parte dei quali fumatori, in uno spazio chiuso, privo di ventilazione e senza accesso all'aria fresca.
L'aria viziata e l'umidità costante creano un ambiente pericoloso per la salute, specialmente per chi soffre di una malattia polmonare.

Secondo la difesa, l'imputato riesce a malapena a percorrere pochi metri senza soffrire di affanno o vertigini, e l'accesso alle cure mediche è irregolare e limitato.
Broitman ritiene che le attuali condizioni equivalgano a una condanna mascherata, poiché non sussistono motivi legali che giustifichino la sua permanenza in carcere.

L'avvocato cita inoltre il precedente «Castillo» della Corte Suprema argentina, secondo cui la custodia cautelare deve essere applicata solo in presenza di rischi reali e dimostrabili, e non sulla base di supposizioni o timori generici.

Inoltre, l'Interpol non ha emesso né una segnalazione rossa né un mandato di arresto internazionale nei confronti di Rudnev, il che conferma l'inesistenza di un rischio di fuga. Tuttavia, la procura insiste su questa versione e continua a basarsi su di essa in tribunale.

Ciononostante, l’imputato rimane in stato di detenzione in condizioni che, secondo i referti medici, potrebbero mettere a rischio la sua vita.
Broitman conclude che la giustizia argentina si trova ad affrontare una sfida giuridica e umana: garantire il diritto alla vita e alla salute, come sancito dalla Costituzione nazionale e dai trattati internazionali sui diritti umani ratificati dal Paese.

«Da un punto di vista strettamente medico, ribadiamo la necessità di una valutazione completa al di fuori del carcere. Mantenere il paziente nelle attuali condizioni può avere conseguenze irreversibili», concludono gli specialisti.

Riesame giudiziario del caso

Mentre il ricorso è in attesa di decisione presso la Corte Federale di Cassazione Penale, Rudnev rimane detenuto nel carcere di massima sicurezza di Rawson.
L'avvocato spera che la revisione giudiziaria ripristini la misura degli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico e sorveglianza medica, come originariamente disposto dal giudice Zapata.

«Non chiediamo privilegi, chiediamo che venga rispettata la legge e che venga tutelata la vita di una persona malata», ha sottolineato Broitman.

Sul sito Change.org è stata pubblicata una petizione a sostegno di Konstantin Rudnev.

La sua salute peggiora mentre l'ingiustizia continua a imperversare.
Ma tu puoi fare la differenza.
Il tuo sostegno può aiutare Konstantin a ritrovare la libertà e a tornare dalla sua famiglia.

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