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Il caso Rudnev

Testimonianza di Ksenia Tarakanova: il punto di vista di una cittadina russa sul caso Rudnev

Caso Rudnev - Testimonianza di Ksenia

Una vita all'insegna della legalità e della trasparenza

Ksenia Tarakanova, cittadina russa di 49 anni con una solida carriera professionale in multinazionali, ha reso testimonianza davanti alla giustizia argentina in merito ai fatti che ha vissuto durante la sua detenzione a Bariloche. Con tre lauree in economia mondiale, relazioni internazionali e marketing, e con esperienza in aziende globali come Schwarzkopf, McDonald’s e Lukoil, Tarakanova si descrive come una persona autosufficiente, integra e profondamente rispettosa della legge.

Durante la sua testimonianza, la testimone ha sottolineato di non essere mai stata coinvolta in attività illegali né di aver mai preso parte a procedimenti giudiziari di alcun tipo: Signor giudice, non sono colpevole di nulla, non ho alcuna colpa e in vita mia non sono mai stata coinvolta in alcun procedimento giudiziario di questo tipo», ha dichiarato, chiarendo che la sua vita è sempre stata improntata alla legalità e al rispetto delle norme professionali e sociali.

Arresto arbitrario e violazioni dei diritti fondamentali

Il racconto della Tarakanova descrive un arresto che, secondo lei, è avvenuto senza una chiara motivazione e con palesi violazioni dei suoi diritti. Non parlando spagnolo e in assenza di traduttori, nei primi giorni di detenzione si è trovata in uno stato di totale smarrimento. Ha raccontato di essere stata condotta alla stazione di polizia, ammanettata e costretta a rimanere seduta su una sedia per giorni, senza cibo né un riposo adeguato.
«Sono rimasta seduta su una sedia ammanettata per diversi giorni. Il terzo giorno sono semplicemente svenuta e sono caduta a terra, sul pavimento sporco… Il mio cuore batteva a poco più di 30 battiti al minuto, avrebbe potuto fermarsi. E nessuno intorno a me era in grado di tradurre o spiegarmi nulla»

ha affermato. La sua testimonianza sottolinea la gravità della situazione e la negligenza delle autorità nei confronti di una cittadina straniera, mettendo in evidenza il mancato rispetto dei protocolli legali e dell'assistenza medica. Parte della sua testimonianza e le immagini relative alle circostanze del suo arresto sono visibili in questo video informativo su YouTube, dove vengono forniti ulteriori dettagli sul caso.

Oltre alle condizioni materiali, Tarakanova ha denunciato minacce psicologiche e l'impossibilità di comunicare con la sua famiglia. Ha tentato più volte di contattare suo padre, gravemente malato a Mosca, senza che le fosse permesso, il che ha accresciuto la sua angoscia e lo stress emotivo.

Piani mandati all'aria e accuse infondate

Prima del suo arresto, Tarakanova era arrivata in Argentina per motivi turistici e con l'intenzione concreta di soggiornare a lungo a Bariloche. Possiede proprietà a Mosca che le garantiscono un reddito passivo sufficiente al suo sostentamento e intendeva continuare a vivere in modo indipendente e legale nel Paese. Durante il suo soggiorno, ha consultato circa 15 avvocati ed esperti in materia di immigrazione per gestire in modo corretto e trasparente la sua residenza, compreso il permesso di soggiorno temporaneo per asilo e altre alternative legali attraverso l'occupazione.

La sua testimonianza riflette l'impatto personale ed economico dell'arresto: Il 22 marzo non ho potuto prendere il volo per l’Uruguay; ho perso i soldi, ho perso il biglietto… sono ancora sotto uno stress terribile; mi sembra assurdo, è semplicemente un orrore», ha raccontato. Queste dichiarazioni evidenziano come la detenzione abbia interrotto non solo i suoi piani di viaggio, ma anche il suo progetto di vita e la sua stabilità finanziaria.

Tarakanova ha inoltre denunciato la falsità delle accuse mosse contro di lei e la manipolazione delle prove, compresa la sorveglianza illegale della sua auto tramite sensori elettronici installati su ordine della polizia. Ha definito questi atti «assurdi» e una violazione dei suoi diritti personali e delle convenzioni internazionali.

Sostegno e chiarezza grazie a traduttori e difensori

La Tarakanova ha sottolineato la necessità di verificare e valutare attentamente ogni cosa prima di agire: Dato che per me è sempre stato importante studiare tutto nei minimi dettagli, verificare che fosse legale e corretto, mi sono consultata con consulenti legali e avvocati. Ho chiesto molti pareri, perché avevo bisogno di chiarire ogni aspetto nei minimi dettagli, ha spiegato. Questo approccio evidenzia il suo carattere meticoloso e l’intenzione di rispettare la legge in ogni momento.

Ha inoltre sottolineato la solidarietà e l'integrazione con la comunità russa in Argentina, dove si sente sostenuta e appoggiata di fronte alla situazione di incertezza e vulnerabilità causata dal suo arresto. Il suo racconto evidenzia l'importanza del rispetto dei diritti dei cittadini stranieri e la necessità di procedimenti giudiziari trasparenti ed equi.

Innocenza e denuncia dell'ingiustizia

Infine, Tarakanova ha lanciato un appello alla giustizia e al rispetto dei diritti umani: Le ho raccontato la mia storia di vita affinché potesse capire che tipo di persona sono… non ho mai fatto parte di organizzazioni criminali né ho mai fatto nulla di illegale. Tutto questo è un completo assurdo, ha concluso. La sua dichiarazione fornisce un quadro dettagliato delle procedure irregolari che, secondo la sua testimonianza, circondano l’arresto e il coinvolgimento nel caso Rudnev, ribadendo la sua posizione di innocenza e la necessità di una revisione obiettiva del processo giudiziario.

Il caso di Ksenia Tarakanova, come quello di tante altre persone arrestate nell’ambito del processo Rudnev, solleva una domanda inevitabile al Procura e, in particolare, al procuratore Fernando Arrigo: perché si mantiene aperto un procedimento senza prove, senza vittime reali e con evidenti irregolarità procedurali?

Che senso ha prolungare le sofferenze di persone innocenti, privandole della libertà e distruggendo le loro vite?
La società argentina — e il mondo che la osserva — meritano una risposta chiara.

Se tutti alziamo la voce, Konstantin potrà ricevere aiuto e tornare alla sua vita.

La sua salute peggiora mentre l'ingiustizia continua a imperversare.
Ma tu puoi fare la differenza.
Il tuo sostegno può aiutare Konstantin a ritrovare la libertà e a tornare dalla sua famiglia.

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