

Ksenia Tarakanova, cittadina russa di 49 anni con una solida carriera professionale in multinazionali, ha reso testimonianza davanti alla giustizia argentina in merito ai fatti che ha vissuto durante la sua detenzione a Bariloche. Con tre lauree in economia mondiale, relazioni internazionali e marketing, e con esperienza in aziende globali come Schwarzkopf, McDonald’s e Lukoil, Tarakanova si descrive come una persona autosufficiente, integra e profondamente rispettosa della legge.
ha affermato. La sua testimonianza sottolinea la gravità della situazione e la negligenza delle autorità nei confronti di una cittadina straniera, mettendo in evidenza il mancato rispetto dei protocolli legali e dell'assistenza medica. Parte della sua testimonianza e le immagini relative alle circostanze del suo arresto sono visibili in questo video informativo su YouTube, dove vengono forniti ulteriori dettagli sul caso.
Prima del suo arresto, Tarakanova era arrivata in Argentina per motivi turistici e con l'intenzione concreta di soggiornare a lungo a Bariloche. Possiede proprietà a Mosca che le garantiscono un reddito passivo sufficiente al suo sostentamento e intendeva continuare a vivere in modo indipendente e legale nel Paese. Durante il suo soggiorno, ha consultato circa 15 avvocati ed esperti in materia di immigrazione per gestire in modo corretto e trasparente la sua residenza, compreso il permesso di soggiorno temporaneo per asilo e altre alternative legali attraverso l'occupazione.
Tarakanova ha inoltre denunciato la falsità delle accuse mosse contro di lei e la manipolazione delle prove, compresa la sorveglianza illegale della sua auto tramite sensori elettronici installati su ordine della polizia. Ha definito questi atti «assurdi» e una violazione dei suoi diritti personali e delle convenzioni internazionali.
Ha inoltre sottolineato la solidarietà e l'integrazione con la comunità russa in Argentina, dove si sente sostenuta e appoggiata di fronte alla situazione di incertezza e vulnerabilità causata dal suo arresto. Il suo racconto evidenzia l'importanza del rispetto dei diritti dei cittadini stranieri e la necessità di procedimenti giudiziari trasparenti ed equi.
Infine, Tarakanova ha lanciato un appello alla giustizia e al rispetto dei diritti umani: “Le ho raccontato la mia storia di vita affinché potesse capire che tipo di persona sono… non ho mai fatto parte di organizzazioni criminali né ho mai fatto nulla di illegale. Tutto questo è un completo assurdo”, ha concluso. La sua dichiarazione fornisce un quadro dettagliato delle procedure irregolari che, secondo la sua testimonianza, circondano l’arresto e il coinvolgimento nel caso Rudnev, ribadendo la sua posizione di innocenza e la necessità di una revisione obiettiva del processo giudiziario.
Il caso di Ksenia Tarakanova, come quello di tante altre persone arrestate nell’ambito del processo Rudnev, solleva una domanda inevitabile al Procura e, in particolare, al procuratore Fernando Arrigo: perché si mantiene aperto un procedimento senza prove, senza vittime reali e con evidenti irregolarità procedurali?
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